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Nutrizione, esperti a confronto in Consiglio Regionale

"La nutrizione preventiva nel Lazio", il Convengo tenutosi il 27 marzo presso Consiglio Regionale del Lazio a cui è intervenuta la Presidente di AIC Lazio, Paola Fagioli.

Da Expo al Consiglio regionale del Lazio. Il tema della nutrizione preventiva e di una corretta educazione alimentare, che raccoglie l’eredità della "Carta di Milano" sottoscritta nel 2015 a margine dell’esposizione universale, è stato affrontato dai massimi esperti del settore nel convegno "La nutrizione preventiva nel Lazio" organizzato dal Consiglio Regionale del Lazio.

Dopo una rapida introduzione del Prof. Francesco Riva, Presidente dell’Associazione Educazione Alimentare, a fare gli onori di casa il Presidente della Commissione Salute, Rodolfo Lena, che, in apertura dei lavori, ha sottolineato la portata storica di un evento in cui aziende sanitarie, grande distribuzione, ristorazione collettiva, farmacie, università, professionisti sanitari, istituzioni, fino ad arrivare a studenti e singoli cittadini, fanno "rete" per meglio comunicare e condividere i principi basilari di educazione alimentare. "Sappiamo ormai con certezza che tante patologie possono essere prevenute a tavola e per questo è un obbligo per tutta la classe dirigente promuovere un serio ragionamento su come mangiamo e su quali siano le emergenze più impellenti da affrontare, se serve anche con un’apposita legislazione regionale", ha detto Lena.

E di emergenze, nel corso del convegno, ne sono emerse tante. In primis, l’obesità infantile, con tutte le nefaste conseguenze del caso: dal fegato grasso alla predisposizione al diabete o all'epatite C. "L’alimentazione è il principale fattore di prevenzione non adeguatamente considerato, nel nostro Paese come altrove", ha ricordato il moderatore dell’incontro, il Prof. Antonino De Lorenzo dell'Università di Tor Vergata. "La famosa dieta mediterranea da sola potrebbe contrastare non poco i pericoli derivanti da una scorretta alimentazione" ha quindi ricordato alla platea il Prof. Lorenzo Donini dell'Università La Sapienza di Roma, illustrando la sostenibilità della stessa nel sistema complessivo; tuttavia "solo il 14% dei bambini italiani ne segue i principi" ha replicato il Prof. Valerio Nobili dell’Ospedale Bambino Gesù, sempre più spesso alle prese con minori over-size e con le pesanti conseguenze che ad essi ne derivano.

Il Dott. Roberto Copparoni, dell’Ufficio Nutrizione e informazione consumatori del Ministero della Salute, ha presentato il recente accordo siglato da Governo e Regioni sul documento "Valutazione delle criticità nazionali in ambito nutrizionale e strategie d’intervento 2016-2019", un testo che riconosce per la prima volta un ruolo operativo fondamentale in ogni ASL del Paese e che quindi vede le istituzioni in prima linea sul tema dell’educazione alimentare. 

La Regione Lazio, intanto, ha promosso e sostenuto il progetto “Okkio alla Ristorazione”, approvato dallo stesso Ministero e avviato nel 2012 a partire da sei regioni (Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Sicilia, Veneto), sviluppando una concreta collaborazione tra 56 Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione e circa 200 Aziende di Ristorazione Collettiva (che producono in Italia circa due miliardi di pasti l’anno) per promuovere ed implementare la diffusione e conoscenza di corrette informazioni nutrizionali tra gli operatori e l’adozione di adeguati stili alimentari da parte di tutti gli utenti.

Altro campanello d'allarme emerso nel corso del convegno è quello relativo all'eccessivo uso di sale, a tavola, ma soprattutto in cibi confezionati o in pasti pronti. Un problema che diventa rilevante quando impatta con il mondo della ristorazione collettiva, a partire da quella scolastica.

Il Dott. Giuseppe Ugolini della Asl Roma 2, sin dal 2007, ha avviato un poderoso e capillare censimento a riguardo, partendo dal già vasto territorio della ex Asl Roma/C. "Il sale va consumato in modiche quantità, ma quando è utilizzato bisogna assolutamente privilegiare il sale iodato", ha affermato Ugolini. Grazie alla sua azione, nel corso degli anni, tutte le mense scolastiche romane, anche degli asili nido, hanno introdotto il sale iodato nella preparazione dei pasti. Ma tanto resta ancora da fare. "La grande distribuzione rende disponibile e ben evidente sugli scaffali il sale iodato nel 100% dei casi analizzati, ma lo stesso non avviene in tabaccheria come in farmacia, e ovviamente, se si mangia spesso fuori casa, non c’è alcun modo per il consumatore di sapere che tipo di sale abbia usato il cuoco di turno" ha precisato lo studioso. "Eppure l’assunzione di iodio è fondamentale per l’organismo umano, specie per le donne in gravidanza o in fase di allattamento", ha ricordato il Dott. Andrea Fabbri, sempre della Asl Roma 2. "La carenza di iodio può determinare seri problemi cognitivi nel feto e nel bambino", ha precisato il Fabbri , indicando le risultanze di recenti studi internazionali.

A tirare le fila della mattinata, la Prof.ssa Laura Di Renzo dell’Università Tor Vergata, che ha elaborato una proposta di rete regionale per la valutazione del rischio, prevenzione, diagnosi e cura  in ambito nutrizionale, per favorire  un'alimentazione sana, specie fuori casa: "Bisogna assolutamente evitare che si perpetuino gare al ribasso nella ristorazione  collettiva, così come, nelle scuole, sarebbe importante che le maestre mangiassero con gli alunni, nell'ambito di un progetto di educazione alimentare di ampio raggio, che oggi si rende necessario dal momento che gli ultimi dati in nostro possesso parlano di un rifiuto  del 37% delle pietanze da parte degli scolari: questo accade – si è chiesta infine Di Rienzo, perché è cibo non buono o perché lo vedono per la prima volta nel piatto e quindi lo respingono d’istinto?”.

Un invito accolto prontamente dalla pediatra Dott.ssa Teresa Rongai, Segretario Fimp Roma e provincia, che ha dichiarato la disponibilità totale della categoria da lei rappresentata a future azioni concrete,  e successivamente sviluppato nel corso della tavola rotonda, coordinata dalla Prof.ssa Patrizia Laurenti dell’Università Cattolica,  che ha messo in comunicazione ed a confronto alcune importanti realtà.

Per la Società Italiana di Igiene - SITI - i Proff. Umberto Moscato ed Agostino Messineo hanno parlato della evoluzione del SIAN e del fatto che la funzione dello stesso nel Lazio in ambito nutrizionale nel Lazio non sembra del tutto correttamente percepita, forse anche a causa di un ridotto numero di Dietisti e modesto numero di Medici specialisti in Scienza dell’Alimentazione presenti nelle strutture.

In futuro, sarà importante incrementare queste figure per sostenere la funzione di sorveglianza nutrizionale composta da corretta comunicazione, best practice e adeguati modelli di governance.

Per l'Associazione Italiana Celiachia Lazio, la Presidente Paola Fagioli, ha posto l'attualità della necessità della vendita dei prodotti senza glutine per celiaci in convenzione anche nei supermercati, oltre che nelle farmacie, per favorirne l'abbattimento dei costi ed ha chiesto in tal senso un supporto all'Istituzione regionale. 

Interessante l'intervento del referente della Grande Distribuzione Coop Dr. Massimo Pelosi che ha ritenuto di evidenziare il ruolo importante della GDO nell'orientare e favorire la clientela nella scelta consapevole di prodotti alimentari realmente atti a migliorarne lo stato di salute.

La  Dott.ssa Patrizia Andreoli di Sodexo ha sottolineato  la solidità e la lunga decennale collaborazione della sua Azienda di Ristorazione Collettiva, la più grande in Italia, con i SIAN  e gli effetti positivi che ne sono derivati anche ai fini del miglioramento della qualità nutrizionale dei menù proposti ai commensali.

Tutti e tre hanno concordato sul ruolo fondamentale della Rete Sian (Sianet), presupposto indispensabile per interventi di prevenzione nutrizionale integrata a livello territoriale, al fine di stilare linee guida immediatamente applicabili, anche con il supporto delle istituzioni deputate.

Il ruolo della Regione è stato illustrato dalla Dott. ssa Lilia Biscaglia dell’Area Prevenzione e Promozione della Salute della Direzione regionale Salute e Politiche Sociali nel trarre le conclusioni della giornata.

Nel 2015, un decreto del Commissario ad acta Nicola Zingaretti (il numero 593), ha integrato il piano regionale della prevenzione 2014-2018 includendo tra le azioni da intraprendere a livello territoriale una corretta iodoprofilassi e campagne per favorire l’allattamento al senso e un maggior consumo di frutta e verdura. In tutto, si compone di 9 programmi, articolati in 27 progetti che saranno realizzati in tutte le Asl, e 29 azioni. "Considerando i cambiamenti culturali ed organizzativi in atto nel Lazio il nostro piano può rappresentare l’avvio di un processo di ri-orientamento del sistema della prevenzione" ha dichiarato. 

Infine, la Dott.ssa Giulia Cairella (Asl Roma 2), Referente per la Regione Lazio sulle sorveglianze in età evolutiva, ha presentato i dati della campagna di sensibilizzazione del 2016 in occasione della settimana dedicata alla riduzione del sale. Poster, volantini, incontri, in tutto il Lazio, con numeri molto importanti: 28 le aziende coinvolte, per un totale di 180 mense (aziendali, ospedaliere, universitarie) e 25mila utenti raggiunti. "Un’iniziativa senz'altro da ripetere ma che è perfettamente in linea con quanto quotidianamente fanno i nostri uffici per attuare quanto disposto dal piano regionale della prevenzione".

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