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Morto giovane in Puglia: non è la celiachia la causa

Allarme sui mezzi di comunicazione per la morte di un diciassettenne affetto da poliallergie, tra cui anche la celiachia

La notizia del decesso di Davide, un ragazzo di 17 anni, affetto da celiachia e poliallergia, avvenuta a San Giovanni Rotondo in seguito a verosimile shock anafilattico, è stata appresa con grande tristezza dall’AIC e dai celiaci del nostro paese, che si stringono con affetto alla famiglia in questo momento di grandissimo dolore.

In attesa che la magistratura chiarisca con esattezza le cause del decesso, sentiamo il dovere, per il ruolo che ricopriamo nell’organizzazione di AIC, di fare alcune precisazioni sul piano scientifico, al fine di chiarire alcuni aspetti che, da quanto riportato da stampa e televisione, potrebbero generare un immotivato allarmismo nella popolazione dei celiaci e nelle loro famiglie.

Il primo punto fondamentale da sottolineare è che la celiachia è una intolleranza alimentare su base autoimmune che non riconosce nella sua genesi meccanismi allergici. In quanto tale, l’introduzione di glutine nel celiaco, anche già a dieta da tempo, oltre alla riattivazione della celiachia, può causare una sintomatologia acuta caratterizzata da dolori addominali, diarrea, nausea e vomito, ma
non determina eventi drammatici che possono essere responsabili del decesso.

Al contrario, le allergie possono scatenare, anche in presenza di quantità minime della sostanza allergizzante, una reazione gravissima che sfocia nello shock anafilattico con edema della glottide, spesso fatale, nonostante l’attivazione di manovre rianimatorie. Nel caso in questione, il giovane celiaco era affetto da poliallergia e la verosimile riesposizione ad una delle sostanze verso cui era allergico ha innescato i meccanismi irreversibili dello shock anafilattico.

Come è ben noto, la malattia celiaca presenta una stretta associazione con numerose altre condizioni morbose. La possibile associazione con allergie da inalanti ed alimenti è stata descritta in
letteratura. Anche se tale associazione non è statisticamente significativa, dal momento che sia la celiachia che le allergie sono condizioni estremamente frequenti nella popolazione generale, la
percentuale di celiaci che soffre di poliallergia non è affatto trascurabile. Proprio da questo tragico evento gli addetti ai lavori devono trarre l’insegnamento di indagare, quando opportuno, la presenza di patologia allergica concomitante con la celiachia.

Come molti celiaci ricorderanno, questo tragico fatto richiama alla memoria l’analogo caso della bambina celiaca deceduta in Sardegna nel luglio 2008, anche in quell’occasione dopo avere mangiato un gelato. Ebbene, anche allora la celiachia si associava ad una patologia allergica rappresentata dall’asma bronchiale.

In conclusione, desideriamo ribadire che, sebbene nei pazienti con celiachia debba sempre essere presa in esame la possibile associazione con patologie allergiche, la celiachia in quanto tale non
può portare ad eventi drammatici quali il decesso.

L’AIC ha tra i suoi principi fondanti ed ispiratori della sua trentennale attività, la rimozione degli ostacoli quotidiani alla vita alla del celiaco, così come la diffusione del messaggio che il celiaco, a dieta senza glutine, può condurre una vita del tutto simile a quella della popolazione generale. Oggi possiamo affermare che una corretta informazione sulla celiachia, il diritto al pasto senza glutine in scuole e ospedali e la diffusione della cultura della dieta senza glutine rendono più concreto questo obiettivo. Per questo è indispensabile che l’informazione diffusa dai mezzi di comunicazione sia corretta e non inutilmente allarmistica.

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